Luca Del Pero re delle Skyrunning World Series: “La migliore stagione di sempre”

Le Merrell World Series si sono decise sul filo di lana. Alla vigilia dell’ultima tappa la Marató dels Dements (Spagna), 42 km e 3.800 metri di dislivello, in lizza per la vittoria della classifica generale c’erano ben sei atleti. A sbrogliare un’intricatissima e affascinante matassa ci ha pensato l’azzurro Luca Del Pero, schieratosi al via da leader a pari punti con Alain Santamaria ma più abile a mettersi alle spalle l’atleta iberico e tutti gli altri avversari per raccogliere il primo trionfo nel massimo circuito mondiale di skyrunning.

La stagione di Del Pero è stata da incorniciare. Il brianzolo classe 1997 aveva iniziato le World Series con la doppietta in terra iberica Acantilados del NorteCalamorro e proseguito con la doppia affermazione alla Transvulcania (nel chilometro verticale e nella mezza maratona), oltre al primo posto al Lozere Trail all’inizio di giugno. A settembre, tra i tanti piazzamenti di rilievo, il sesto posto ai mondiali di Canfranc nella 45 km.


Luca, ti sei presentato all’ultima tappa a pari punti in classifica con Santamaria…
“La Marató dels Dements era una gara che conoscevo per averla fatta l’anno scorso, ad eccezione del finale che ha subito una piccola modifica ed è stato accorciato di 4 km per un totale di 25′ in meno di corsa. Le sensazioni non erano delle migliori, la fatica della stagione si è fatta sentire così come la pressione e l’ansia da prestazione, dal momento che per la vittoria finale delle World Series la battaglia è stata serrata e anche il terzo e quarto non erano così distanti in classifica. Sapevo che se la gara fosse andata male, sarei potuto scivolare anche in quinta posizione”.

E invece è andata alla grande..
“Sono rimasto volutamente al coperto per metà gara, attorno alla quarta e quinta posizione, insieme a Gianluca Ghiano, l’altro azzurro in lizza per le posizioni nobili. Poi conoscendo il percorso, ho deciso di aumentare il ritmo, ho staccato Gianluca e ridotto man mano il gap con gli avversari. Le gambe rispondevano, il pubblico mi diceva che il gruppetto era lì vicino, ho ripreso Boffelli e in cima alla salita Tronchard. Merillas (il vincitore, ndr) era irraggiungibile, aveva un minuto e mezzo di vantaggio. E allora ho fatto la discesa senza rischiare troppo, sapendo che il secondo posto bastava per portare a casa la generale”.


Chiudi un 2025 ricco di soddisfazioni.
” È sicuramente la mia migliore stagione di sempre, a cominciare dai successi colti in queste World Series. Ho colto altre vittorie pesanti, una nel Vertical e l’altra nella mezza della Transvulcania, poi un quarto posto alla Zegama Aizkorri, un secondo alla Lavaredo Ultra Trail e altri tre podi importanti nello skyrunning. Ho gareggiato tanto: compreso quelle invernali sono arrivato a ventidue”.

Adesso ci sta il meritato riposo.
“Starò fermo dieci-dodici giorni. Senza correre, senza fare sport. Sento il bisogno di staccare del tutto e ho già avuto modo di verificare che per il mio fisico funziona. Alla ripresa, farò qualche corsetta e se arriverà la neve un po’ di sci alpinismo”.

Hai già definito gli impegni del 2026?
“In linea di massima sì, aspetto solo di conoscere le nuove regole e il calendario della Skyrunning World Series, alla quale non so ancora se punterò. Lato trail vorrei fare innanzitutto una tra Transgrancanaria e Transvulcania. Poi l’idea è quella di tornare alla Zegama per cercare di migliorare i quarti posti ottenuti negli ultimi due anni. Salterò l’europeo di maggio, punterò a Val d’Aran e OCC”.

Un atleta polivalente come te, come riesce a districarsi e a fare delle scelte in un calendario così fitto e pieno di circuiti differenti?
“Soprattutto a livello nazionale esiste una frammentarietà esagerata che in tanti altri Paesi non c’è. Bisognerebbe unificare tutto il mondo della corsa in montagna e a quel punto sarebbe anche più facile riempire l’agenda e mantenere il livello alto in ogni competizioni importante. Personalmente sono un atleta più vicino allo skyrunning, quindi scelgo sempre le gare che abbiano maggior dislivello e percorsi tecnici. E’ chiaro però che bisogna anche assecondare gli sponsor e il mercato, che al momento spinge più nella direzione del trail e dei sentieri percorribili da più persone”.


Sei sempre preparatore atletico di te stesso?
“Sì, anche perché miglioro anno dopo anno. Per il futuro vedremo, anche se non è mai facile trovare un allenatore in grado di gestire un atleta élite”.

Cosa rappresenta la montagna per Luca Del Pero?
“E’ un luogo in cui sono sempre andato e di cui mi sono innamorato da bambino. Mi piace scoprire posti nuovi anche se sono molto legato alle mie montagne. E poi ci vado anche per fare solo una camminata. La montagna vuol dire libertà, natura e scacciare i pensieri”.

C’è una vetta a cui sei particolarmente affezionato?
“Quella di casa, la Grigna Meridionale”.

Con quali scarpe hai gareggiato quest’anno?
“Per le gare più brevi ho utilizzato un prototipo di Scarpa (azienda di cui è ambassador, ndr) che con ogni probabilità uscirà l’estate prossima. Per tutte le altre gare e per gli allenamenti ho trovato un ottimo feeling con l’ultimo modello di Spin Ultra”.

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