Il bilancio di Andreas Reiterer: “Transvulcania top, ai mondiali ero stanco. E che errore alla CCC”

Tante gare, tantissimi piazzamenti di rilievo. Andreas Reiterer anche nel 2025 è stato autentico punto di riferimento per il trail running azzurro. Il 33enne altoatesino ha chiuso la stagione con il secondo posto nel lungo di Puglia by UTMB una stagione che era cominciata con la vittoria al Ronda Ghibellina e che è stata poi ricca di soddisfazioni.

“Il secondo posto alla Transvulcania è il risultato più convincente di questo intenso anno – spiega Andreas Reiterer – anche perché sono arrivato a soli tre minuti dal primo classificato (lo slovacco Peter Frano, ndr) e sono riuscito a chiuderla sotto le sette ore. E poi ci metto il terzo posto di Lavaredo Ultra Trail. Aspettavo da tempo di salire sul podio in questa magnifica gara”.

Andreas, la prova più tosta?
“Sicuramente la CCC (la 100 km dell’UTMB, da Courmayeur a Chamonix, ndr). Sono arrivato in gran forma, ma ho commesso un grave errore a Champex. A metà gara ero quinto e ho deciso di rischiare il tutto per tutto in salita. Ho forzato la mano, ho raggiunto il terzo ma poi sono saltato, pagando il fuorigiri. Col senno di poi, sarebbe stato meglio proseguire col mio ritmo, ma la motivazione di andare oltre era troppo alta. L’undicesimo posto finale è il risultato di quell’imprudenza”.


E poi c’è il sedicesimo posto conquistato ai Mondiali di Canfranc. Forse il piazzamento che ti ha deluso di più…
“Ho fatto tantissima fatica in salita. La verità è che i postumi della CCC di agosto si sono fatti sentire. E non ho recuperato in tempo, a settembre ho avuto un calo di forma che ho poi ritrovato proprio a fine stagione”.

Hai già fissato gli obiettivi per il 2026?
“Il programma è in via di definizione. Sto cercando di capire se iniziare dal Chianti by UTMB o da Tenerife Bluetrail. Non farò gli europei di giugno, lascio spazio ad altri atleti che sono fortissimi sui 50 km. A luglio tornerò a Lavaredo Ultra Trail e correrò il lungo dell’UTMB”.

Sei legato ormai da diversi anni al marchio La Sportiva. Com’è stato il feeling con la Prodigio Pro quest’anno?
“Mi sento di dire che ogni brand oggi ha una buona scarpa per il trail ma La Sportiva ha davvero fatto un passo in avanti con la Prodigio. Senti tanto l’intersuola quando spingi, è come correre in pianura con il carbonio ma senza avere di fatto il carbonio. Una calzatura morbida, fondamentale per le gare lunghe. Adesso sto già testando il prototipo della nuova versione. Siamo a buon punto, restano pochi dettagli da sistemare”.


Come procede ora la stagione invernale?
“Mi sono riposato due settimane dopo l’evento in Puglia e adesso sto ricominciando dallo sci alpinismo, prevalentemente sulle piste qui sopra Merano dal momento che non c’è moltissima neve. Riprenderò a correre in maniera intensa solo a metà gennaio”.

E l’albergo di famiglia?
“Riapriamo tra due settimane. Starò due giorni a settimana in cucina e per il resto sarò come sempre un tuttofare”.


Come vede Andreas Reiterer il trail running oggi?
“Il trend è in crescita e ad alto livello stanno arrivando anche i giovani di 22-23 anni. Cominciano a girare più soldi e così aumentano le motivazioni e le possibilità di praticare la disciplina da professionisti. E poi i passi in avanti sono stati fatti soprattutto dal punto di vista della nutrizione e delle scarpe. Un veterano di questo sport mi raccontava che nel 2008 all’UTMB nessuno degli atleti in gara mangiava. Nessuno portava con sé barrette o gel. E tutti correvano con le scarpe da strada. Oggi è tutto diverso: il comfort delle scarpe e dei capi d’abbigliamento e la maggiore precisione negli allenamenti e nella preparazione hanno contribuito ad allargare la platea di praticanti e a coinvolgere anche la gente comune”.

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