Daniel Pattis, raccontaci com’è stato correre Puglia by UTMB

Ha chiuso in bellezza, con una vittoria al Castellaneta Underground, la 50K di Puglia by UTMB, frizzante gara che ha debuttato nel noto circuito che ha come snodo cruciale la tappa sul Monte Bianco. Nella Terra delle Gravine, Daniel Pattis, atleta del team Brooks, ha ritrovato confidenza con certe prestazioni, dopo un’estate non facile e una stagione comunque faticosa che l’aveva visto tra i grandi protagonisti della Zegama-Aizkorri, quando era riuscito a salire sul gradino più basso del podio.

Come hai preparato lo sbarco in Puglia? Ti aspettavi di vincere?
“Dopo la finale della Golden Trail Series ho fatto una pausa perché la mia stagione era stata lunga e mi sentivo un po’ esausto. Da metà novembre ho ripreso ad allenarmi e ho fatto alcune corse lunghe per prepararmi alla distanza. Il mio obiettivo principale era quello di arrivare tra i primi tre per qualificarmi per l’OCC del prossimo anno, sapendo che non ero al massimo della forma. Da questo punto di vista sono stato molto felice di aver vinto, credo che sarebbe potuta andare anche diversamente”.

Non gareggiavi dai campionati italiani di short trail: cosa è successo in estate?
“Dopo il campionato italiano volevo prepararmi per la Lavaredo 50K, ma purtroppo una settimana prima della gara mi sono strappato due legamenti del piede. Per questo motivo ho dovuto interrompere l’attività agonistica fino a settembre. Ora per fortuna non sento più alcun dolore”.


Ma com’è questo Puglia by UTMB? Raccontaci un po’ la gara e i tratti più tecnici…
“Il percorso di gara non presenta tanto dislivello, ma non è stato comunque banale. Soprattutto la prima parte dopo la partenza nelle gole vicino a Castellaneta il percorso è in parte molto tecnico e ripido, anche se questi tratti erano sempre molto brevi. Inoltre, le pietre sui sentieri erano spesso scivolose. La parte centrale era un po’ più facile, con molte strade bianche e sentieri lungo i campi. Il finale è stato ancora una volta impegnativo, gli ultimi 4 km sulla spiaggia fino al traguardo erano durissimi dal punto di vista muscolare e mi sono sembrati infiniti”.

Hai già pronto il calendario del 2026? Hai previsto nuove sfide o nuove distanze?
“Non ho ancora completato il programma di gare per il prossimo anno, ma ne ho già in mente alcune a cui mi piacerebbe partecipare. Un grande obiettivo per il prossimo anno sarà sicuramente l’OCC, per il quale mi sono appena qualificato. Mi piacerebbe correre finalmente la 50 km di Lavaredo. Ciò comporta la partecipazione a competizioni un po’ più lunghe rispetto al passato, ma penso di poter affrontare bene le 50 km. Spero poi di qualificarmi per gli Europei in Slovenia”.


Quali modelli di scarpe utilizzi tra allenamento e gare? Parlaci delle tue rotazioni.
“Utilizzo spesso le Catamount 4 di Brooks sia per l’allenamento su trail che per le gare. Mi piacciono perché sono versatili, mi danno molta sicurezza e non sono pesanti. Inoltre, utilizzo molti modelli da strada di Brooks durante l’allenamento, dato che mi alleno molto in pianura. Le mie scarpe da strada preferite sono le Hyperion Max. Per le corse facili utilizzo anche i modelli Ghost Max e Ghost. Per i trail corti, come ad esempio le prove Golden Trail, indosso le Catamount Agil”.

L’inverno è ormai alle porte: ti dedichi anche ad altre discipline?
“In questo periodo continuo a correre molto, soprattutto su strada, ma integro l’allenamento con altri sport come lo sci alpinismo, lo sci di fondo e l’arrampicata. Quest’ultima mi piace particolarmente, ma la pratico più come passatempo che come cross training per la corsa”.

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